Fra poco inizieranno ad essere ben visibili tutte le lucette, le stelle, i presepi, i babbinatale che ci preparano alla festa della luce che vince le tenebre. Un mese prima di quella santa notte, riflettiamo sui bambini e i loro diritti, sulle donne da rispettare, sui diritti che ogni uomo ha per il semplice fatto di essere NATO (la festa a cui mi riferisco è proprio quella che ci fa vedere in un bambino un Dio, in una madre una Madonna, in ogni padre un difensore della vita)

“Quando Dio viene, nasce un uomo” scrivevamo in una newsletter e vorrei prendere come spunto proprio queste parole per una serie di appuntamenti che ci stanno davanti e che vanno letti per capire cosa trasmettere ai nostri alunni del Pio XII perché possano crescere consapevoli e liberi da stereotipi.

Allora, quando Dio viene nasce un uomo, meglio, prima nasce un bambino, una bambina, ecco perché il 20 di novembre, giovedì, rifletteremo sui diritti che dobbiamo promuovere per ogni bambino o bambina su questa terra, a partire dai nostri corridoi.

L’umanità, che noi crediamo sia stata visitata da Dio, ha sviluppato però una serie di atroci e banali abitudini, pratiche orribili specialmente nei confronti delle donne, uno sguardo fatto di esclusione, una forza che è sopraffazione, una parola che spesso è disprezzo. Per questo, 5 giorni dopo aver riflettuto sui bambini, ci fermeremo a considerare come fermare quel vortice di falsità e deviazioni mentali che alimenta la violenza contro le donne, il 25 novembre, giornata contro la violenza sulle donne.

Solo dopo aver difeso per primi bambini e donne, il 10 dicembre potremo presentare la giornata mondiale dei diritti umani.

Perché l’uomo e la donna che si stanno formando qui a scuola sappiano finalmente abitare questo mondo rispettando tutti, piccoli e grandi, uomini e donne, senza violenza e senza disprezzo per sé stessi. Perché chi maltratta un bambino, una donna, un uomo, uccide per primo sé stesso.

Difendere i diritti del bambino, della donna, dell’umanità tutta, è la strada. Ancora lunga.