Basta guerra! Anche in Libano

Mettetevi nei miei panni, si avvicina durante la ricreazione la professoressa Marta Spallaccini e mi dice: ma lo sa che i ragazzi delle medie non sanno nulla di quello che sta succedendo in Libano? Neanche della guerra contro l’Iran o degli attacchi alle forze Nato…”.

Mettetevi nei miei panni, sono un fratello marista, le scuole in Libano sono state fondate da un fratello (che io non ho conosciuto) italiano nato vicino a casa mia (fratel Mario Corradi). In Libano ci sono fratelli italiani a cui voglio bene e amiche ed amici incontrati tante volte nei nostri appuntamenti provinciali.

Il Libano è la terra di san Charbel (che ha il suo santuario tenuto dai monaci maroniti a poche fermate di metro dalla nostra scuola), è la terra in cui si cerca di dialogare fra le grandi religioni, è una terra bellissima eppure così maltrattata. Chiediamo, con i nostri ragazzi distratti, la pace per il Libano, almeno informandoci su quello che chiedono i Maristi in questa convulsa situazione. Traduco un articolo ufficiale uscito ieri su champagnat.org

L’Istituto Marista chiede che il cessate il fuoco sia esteso al Libano

«Il cessate il fuoco, già in vigore, deve includere il Libano», ha affermato Fr. Peter Carroll, Superiore Generale. «Con tre comunità di Fratelli Maristi in Libano, due scuole e il Progetto Fratelli, un programma speciale destinato ai rifugiati e ad altri bambini sfollati, l’Istituto dei Fratelli Maristi chiede la cessazione di tutte le operazioni militari nel Paese».

Bambini e bambine vittime della guerra

In Libano hanno perso la vita più di 1.500 persone, tra cui oltre 130 bambini e bambine, e più di 450 bambini sono rimasti feriti.

I bambini e le bambine sono, ancora una volta, le vittime più vulnerabili della guerra. La guerra li colpisce in modo sproporzionato, sia fisicamente che emotivamente. I dati recenti mostrano una situazione estremamente grave in Libano e in Medio Oriente. La guerra non solo uccide e ferisce: sradica. Migliaia di famiglie fuggono con i propri figli in cerca di sicurezza. In totale, più di un milione di persone sono state sfollate in Libano, tra cui centinaia di migliaia di bambini. La distruzione delle infrastrutture colpisce in modo particolare i più piccoli:

muoiono e rimangono feriti a causa di attacchi diretti

vengono cacciati dalle loro case e dalle scuole

subiscono traumi profondi e duraturi.

Nessun bambino dovrebbe pagare il prezzo di una guerra che non ha iniziato.

I bambini e le bambine del Libano hanno diritto alla stessa protezione dei bambini e delle bambine di qualsiasi altro luogo. Le norme di guerra non sono discrezionali, ma obblighi vincolanti. I bambini e le bambine non devono mai essere oggetto di attacchi.

Le parti in conflitto e la comunità internazionale devono agire con determinazione per garantire un cessate il fuoco definitivo, non solo in Libano, ma in tutto il conflitto regionale. Questa è l’unica via credibile per proteggere la vita e il futuro dei bambini e delle bambine.

Maristi: una missione di speranza, educazione e protezione

In mezzo a queste sfide, la presenza marista in Libano continua a essere una fonte vitale di stabilità e sostegno per le popolazioni locali e le famiglie colpite dalla guerra e dallo sfollamento.

La comunità marista di Beirut, che appartiene alla Provincia Mediterranea, gestisce due scuole: il Collège Mariste Notre Dame de Lourdes di Jbail-Amchit e il Collège Mariste Champville. La sua missione è «guidare i giovani verso i valori fondamentali, costruire un mondo migliore e aiutarli a conoscere e amare Gesù Cristo».

I maristi sono presenti anche a Rmeileh, dove si svolge il Progetto Fratelli, fondato nel 2016 congiuntamente dai Fratelli Maristi e dai Fratelli di La Salle.

Non abituiamoci alla guerra

Ci facciamo portavoce della voce della Chiesa e della denuncia profetica di Papa Leone XIV, che invoca la pace nel mondo: «Non possiamo abituarci alla guerra come compagna normale della storia umana. Basta! È il grido dei poveri».

Dalla nostra missione educativa ed evangelizzatrice, ci sentiamo profondamente interpellati da questa realtà e rinnoviamo il nostro impegno nei confronti degli appelli urgenti della Chiesa, concretizzandoli in azioni decise:

Cessazione immediata delle ostilità: insistiamo sul “silenzio delle armi”, specialmente in Iran, a Gaza, in Ucraina e in tutti i territori in conflitto.

Dialogo disarmato e disarmante: promuoviamo la diplomazia e l’incontro coraggioso, convinti che la guerra non sia mai una soluzione.

Impegno nell’aiuto umanitario: esortiamo a dare priorità ai più vulnerabili, rafforzando il sostegno ai rifugiati e alle vittime.

Denuncia dell’industria degli armamenti: alziamo la voce contro l’accumulo e il commercio irresponsabile di armi, che alimentano la violenza e la paura.

Promozione della giustizia e della riconciliazione: crediamo che la vera pace si costruisca sulla giustizia, sul rispetto dei diritti umani e sulla dignità di ogni persona, senza umiliare nessuno.

Disarmo culturale e linguistico: rifiutiamo la polarizzazione e la violenza verbale, puntando sul rispetto, la gentilezza e il perdono come vie di incontro.

Educazione alla pace, alla giustizia e alla solidarietà: fedeli alla nostra vocazione, vogliamo essere artefici di pace, formando cuori impegnati a costruire una società più fraterna.

Come Maristi, desideriamo «diventare profeti della Buona Novella: denunciamo l’ingiustizia, operiamo per la pace e difendiamo la vita» (cfr. Regola di vita dei Fratelli N. 32).